Arte e Vino

Salvatore Incorpora

Salvatore Incorpora nasce a Gioiosa Ionica (Reggio Calabria) l’1 gennaio 1920 da Gemma Murizzi, artista della creta. “L’ansiosa vocazione all’arte” .
L'arte è insita in lui sin da quando, ventenne, parte per il secondo conflitto mondiale, ed è proprio in quel contesto di guerra, con pastori di terracotta creati in Polonia, e cotti nella fonderia presso cui lavorava come prigioniero del terzo Reick, che nel 1942 costruisce, nel Duomo di Warthenau, il presepe di quel Natale, raccontandone l’idea e la realizzazione nel volume “Quell’andare" – da un diario - ” Euno è editore - 1992 . Di ritorno dalla prigionia, nel 1945, completa gli studi all’Accademia Liceo artistico di Napoli dedicandosi successivamente all’insegnamento per oltre quarant’anni.
Divenuto Ispettore onorario per i Beni Ambientali, Architettonici ed artistici, Incorpora negli anni cinquanta e sessanta espone, mostre collettive, nazionali, internazionali e personali nel Comune di Linguaglossa.

Si ricordano inoltre. monumenti collocati in varie piazze sia al Sud che al centro Italia: Fiumefreddo di Sicilia (Monumento in bronzo fuso) a Milano, dedicato ai caduti di tutte le guerre. Catania, (statua raffigurante una maternità in bronzo) collocata presso il Policlinico universitario Dipartimento di Pediatria Lazio, Campodimele (Latina), ‘2004, monumento in bronzo dedicato al pastore dei Monti Aurunci. Solicchiata di Castiglione: monumento ai caduti – bronzo. Nel 2000 espone un’intera sezione all’Arena di Verona - Rassegna Internazionale del presepio nell’arte. Rassegna internazionale “Presepi dal mondo” - Palazzo della Ragione – Piazza Duomo – Milano - 2002 Lubliana - Slovenia - Mostra itinerante di Presepi-2003 Cittadinanza onoraria del Comune di Campodimele - 2004 Milano 2005 - Mostra internazionale "Presepi nell’arte e nella tradizione nella nuova Comunità europea" .

Gli anni ottanta mettono in risalto marcatamente un “allucinato espressionismo". Predominante, si rivela in tutta l’opera di Incorpora, l’uso dell’antitesi e dell’ossimoro, come avviene in quegli artisti che hanno profondo il sentimento del tragico insieme all’amore fiducioso verso la vita.” [1] Carteggi diversi di quegli anni, annoverano rapporti epistolari con: Francesco Messina,Carlo Levi, Leonardo Sciascia, Migneco la cui documentazione testimonia un intenso quanto personale intreccio di emozioni e scambio di pareri.

Gli anni novanta vedono la realizzazione di Vie Crucis in terracotta policroma, per Chiese siciliane. E’ del ‘92 la pubblicazione del volume “Quell’andare”, racconto della sua prigionia, premiato al 10°Concorso letterario internazionale di Pontedera (Pisa) mentre del ‘94 la personale di pitture, sculture al Parlamento Europeo di Strasburgo. Nel 2004 ha la Cittadinanza onoraria dal comune di Linguaglossa